Buzzi Unicem cesserà l’attività ad Arquata e in Toscana
L'azienda si impegnerà a offrire strumenti di mitigazione che saranno oggetto di confronto con i sindacati
CASALE MONFERRATO – Buzzi Unicem si trova nelle condizioni di dover procedere alla cessazione delle attività dello stabilimento di Testi/Greve in Chianti della controllata Testi Cementi Srl e del centro di macinazione di Arquata Scrivia della controllata Arquata Cementi Srl: questo quanto reso noto dall’azienda in una nota, “nel quadro del processo di razionalizzazione e consolidamento della struttura produttiva in corso da alcuni anni, e a seguito del perdurare della scarsa attività del mercato delle costruzioni, in particolare in alcune aree del Paese”.
“Questa decisione – viene spiegato – si è resa necessaria per adattare le attività italiane di Buzzi Unicem alle condizioni di un contesto di mercato che evidenzia, da oltre un decennio, un significativo rallentamento del comparto delle costruzioni. Nonostante gli annunci di significativi investimenti e stimoli pubblici destinati alle grandi opere infrastrutturali e più in generale all’edilizia, si rileva comunque un mancato miglioramento atteso dei volumi di vendita, anche in seguito all’emergenza Covid-19. Il mercato nazionale è passato da quasi 47 milioni di tonnellate di produzione nel 2006 a 19 milioni di tonnellate nel 2019, con una chiusura del 2020 di circa 17 milioni di tonnellate di produzione”.
Nella nota si sottolinea anche che “Buzzi Unicem attuerà il piano annunciato nel rispetto dei provvedimenti normativi che hanno sospeso le operazioni di riduzione di personale fino al 31 marzo 2021 e fino a tale data resterà attivo lo strumento della cassa integrazione guadagni ordinaria Covid-19, ai sensi della vigente normativa emergenziale. L’azienda si impegna anche a offrire strumenti di mitigazione che saranno oggetto di confronto con le organizzazioni sindacali nel corso della trattativa, al fine di minimizzare quanto più possibile l’impatto sul personale coinvolto. I siti produttivi saranno dismessi secondo quanto previsto dalle autorizzazioni ambientali in essere nei casi di cessazione delle attività, ottemperando a tutte le prescrizioni a tutela dell’ambiente”.