Società
Santo del giorno
Tra le figure angeliche più venerate dalla tradizione cristiana, il suo nome significa “Chi è come Dio?”. Dante lo invoca nella Divina Commedia, mentre Leone XIII gli dedicò una celebre preghiera
29 Settembre 2026
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06:00
ALESSANDRIA - Il santo del giorno, martedì 29 settembre, è San Michele Arcangelo , una delle figure più conosciute e venerate della tradizione cristiana. Rappresentato frequentemente con la spada mentre combatte il male , è considerato il principe delle schiere celesti e il difensore della fede e della Chiesa. Il suo nome deriva dall'espressione ebraica “Mi-ka-El”, cioè “Chi è come Dio?” . La figura di Michele compare più volte nella Sacra Scrittura e il suo culto si è diffuso nei secoli tanto in Oriente quanto in Occidente. A lui sono dedicati in tutto il mondo chiese, cattedrali, santuari, monasteri, grotte e montagne . Mentre una delle sue rappresentazioni più celebri domina Castel Sant'Angelo a Roma. San Michele nella Divina Commedia La presenza dell'Arcangelo attraversa anche la cultura e la letteratura. Dante Alighieri lo cita nel Purgatorio . Quando dalle anime si leva una litania che invoca prima Maria e poi Michele, Pietro e tutti i santi. Il riferimento richiama il grande confronto della tradizione cristiana tra Michele e Lucifero . Da una parte il comandante dell'esercito celeste, dall'altra l'angelo ribelle: un'immagine che nel corso dei secoli ha trasformato San Michele nel simbolo della lotta contro il male . La sua iconografia lo presenta per questo frequentemente come un guerriero, con la spada o la lancia e il male sconfitto sotto i suoi piedi. La preghiera di Leone XIII Un episodio particolarmente noto della devozione a San Michele risale al 13 ottobre 1884 e ha come protagonista Papa Leone XIII. Secondo il racconto tramandato, dopo aver celebrato la Messa nella cappella vaticana il Pontefice rimase immobile per alcuni minuti, profondamente turbato. Raggiunto il proprio studio, compose una preghiera a San Michele Arcangelo , disponendo che venisse diffusa ai vescovi e recitata al termine della Messa. Leone XIII avrebbe successivamente raccontato di aver avuto una visione nella quale forze demoniache attaccavano la Chiesa, seguita dall'intervento dell'Arcangelo. La supplica cadde successivamente in disuso, ma fu ricordata da San Giovanni Paolo II nel 1994 . Quando invitò i fedeli a non dimenticarla e a rivolgersi a Michele nella lotta spirituale contro il male. Il 29 settembre la Chiesa celebra San Michele insieme agli arcangeli Gabriele e Raffaele , ricordando tre figure centrali della tradizione biblica.