“Legalità è cultura”: alla scuola ‘Giovanni Falcone’ anche gli studenti di Spinetta
Il progetto della Regione Piemonte e del Ministero della Giustizia: al centro il valore della giustizia, della memoria e del rispetto delle istituzioni
ROMA – È stata una giornata speciale quella vissuta da 200 studenti piemontesi, protagonisti dell’iniziativa “Legalità è cultura” alla Scuola Formazione e Aggiornamento personale penitenziario ‘Giovanni Falcone’ di Roma. Un evento organizzato dalla Regione Piemonte in collaborazione con il Ministero della Giustizia, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e il Corpo di Polizia Penitenziaria. Obiettivo, diffondere tra i giovani i valori della legalità, della memoria e della giustizia.
All’iniziativa hanno preso parte anche il vicepresidente della Regione Piemonte Elena Chiorino, il Sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e il Capo del Dap Lina Di Domenico. Un’occasione per far conoscere alle nuove generazioni le storie di chi, come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ha sacrificato la propria vita per combattere la mafia.
“Scuola fondamentale”
Il bando regionale “Legalità è cultura” ha permesso a otto scuole secondarie di primo grado, tra cui quella di Spinetta Marengo, di presentare progetti innovativi sulla cultura della legalità. I progetti si sono sviluppati attraverso laboratori, analisi di testi letterari e incontri con realtà che gestiscono beni confiscati alla criminalità.
«La scuola è fondamentale nella costruzione di una società consapevole – ha dichiarato Elena Chiorino –. Progetti come questo aiutano a formare giovani cittadini con una forte coscienza civica. Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile questa iniziativa. In particolare, gli insegnanti e gli agenti della polizia penitenziaria che hanno accolto gli studenti con grande professionalità e calore».
«La cultura della legalità è il primo antidoto contro le mafie – ha sottolineato Andrea Delmastro –. Dobbiamo insegnare ai ragazzi il valore della giustizia e ricordare chi ha dato la vita per difenderla. Solo così possiamo costruire una società davvero libera e sicura».