«Rugby sport minore? Si gioca sulla neve e perfino sulla sabbia»
"Le società sono sempre più assimilabili alle aziende, per obblighi e struttura. È fondamentale che i dirigenti siano preparati"
Ha portato lo sport all’università, facendo crescere discipline ‘minori’ ma molto praticate. Se lo sport amatoriale provinciale ha retto le crisi lo dobbiamo anche a lui (e all’Upo). Oggi Alessio Giacomini affianca l’attività al Cuspo con quella più ‘diplomatica’ regionale.
Ci spieghi il suo ruolo e perché ha deciso di ‘entrare in campo’…
Mi sono candidato al Consiglio regionale perché ritengo che la mia esperienza debba essere proseguita a servizio della società. Sergio Manto è stato eletto presidente, con un programma ambizioso. L’obiettivo è diventare un centro servizi per le società, linea perseguite anche dal Presidente Federale Andrea Duodo, stando attento ai vari problemi per il variegato Piemonte
Il programma del Comitato per i prossimi anni?
Vorrei potermi ancora occupare della formazione dei dirigenti: le società sono sempre più assimilabili alle aziende, per obblighi e struttura. È fondamentale che i dirigenti siano preparati. Avremo attenzione anche verso l’Università e la convenzione con Suism Torino per il progetto di job placement dei laureandi. Altro tema da risolvere è la carenza dei medici: avere un medico a bordo campo inizia ad essere problematico
Qual è lo stato della pratica del rugby in Piemonte?
È obiettivo del Comitato regionale e del suo presidente Sergio Manto è livellare le disuguaglianze territoriali e far sì che il Rugby sia sempre più presente all’interno delle province. Il Rugby in questo momento vive un momento di chiari e scuri. Ci sono zone in cui il Rugby è una disciplina molto presente, altre meno. Nell’ultimo periodo tutte le società hanno riscontrato difficoltà in termini numerici e di organizzazione. Come avvenuto in provincia di Alessandria, molte altre realtà si sono unite; sul territorio è stata creata l’Unione Rugby provincia di Alessandria che racchiude le principali società del territorio, un progetto per me ed il CUSPO importante, ambizioso, da curare e far crescere che vede il suo centro nell’atleta, in tutte le sue sfaccettature, in particolare negli juniores – U14/16/18. Deve valorizzare le diversità delle singole società è un progetto che sta facendo giocare con buoni risultati i nostri atleti. Il Rugby femminile, al quale sono molto legato, è caratterizzato dal progetto TortUs, che il Cuspo e il Lions Tortona Rugby hanno connotato con la prima squadra in serie A e la gestione del settore Juniores. Abbiamo finalmente giovani atlete, siamo felici perché crediamo che questa disciplina sia da proporre anche per le ragazze della nostra provincia.
Il rugby resta uno sport minore?
Non credo che il rugby in Piemonte e in Italia sia minore: ha una nazionale femminile e una maschile che stanno dando ottimi risultati di crescita, ha nazionali Under20 che crescono, anche come presenza sui media e in tv. Sul territorio deve essere ancora pienamente raccontato. È uno sport che è iniziato con un modello a 15 e poi è evoluto, con il rugby seven, sport olimpico e pure ai Campionati universitari. Poi ci sono rugby senza contatto per allargare la platea nelle scuole, nelle università.
La scorsa settimana ha ricevuto dal Consiglio federale un nuovo incarico
Sono delegato ai rapporti con la Federazione italiana dello sport universitario per sviluppare e pubblicizzare le forme più aggregative, di touch rugby, di flag rugby e tutte quelle forme ulteriori come il gioco sulla neve e sulle spiagge, che servono a proporlo a persone cui non piace lo sport di contatto
I giovani praticano più o meno rispetto al passato?
Abbiamo riscontrato un calo, in generale su tutti gli sport, nelle fasce giovanili. Il Cus ha ‘recuperato’ qualche numero ma ci sono ancora criticità di partecipazione. Dopo la pandemia abbiamo però avvertito voglia di ricominciare soprattutto all’università
I lavori di ampliamento al campo di Casalbagiano proseguono?
Abbiamo presentato uno studio di fattibilità preliminare per un impianto polisportivo che coinvolga il lotto adiacente alla strada di via Tagliata, la parte ora utilizzata dalla nostra sezione rugby. L’idea è creare un impianto per basket, scherma e rugby, con spazi pensati alle attività sociali come il Terzo tempo e i Moschettieri- Touch Rugby Mixed Ability dei quali vado particolarmente fiero. È in atto l’interlocuzione con Università e Comune, spero che porti in tempi brevi alla definizione del progetto