Valenza, Capuzzo Lamperti accusa: «Boicottato il gruppo Ravizzola»
Dopo il ritiro delle deleghe a Patrucco, il vicepresidente del Consiglio comunale attacca la gestione del partito da cui si è recentemente dimesso
VALENZA – A pochi giorni dal ritiro delle deleghe all’ex assessore Paolo Patrucco, interviene con toni duri il vicepresidente del Consiglio comunale, Guido Capuzzo Lamperti, che accusa apertamente il nuovo commissario cittadino della Lega Lino Pettazzi e l’attuale gestione del partito da cui è fuoriuscito meno di 48 ore fa.
Secondo Capuzzo Lamperti, quanto accaduto conferma le parole rilasciate da Lino Pettazzi, subentrato dopo le dimissioni di Massimo Ravizzola, ma le responsabilità – sostiene – non ricadono certo sul gruppo che faceva capo all’ex segretario.
«Malafede e scorrettezze da mesi»
Il vicepresidente del Consiglio comunale afferma che dietro la crisi interna alla Lega vi sia un “modus operandi di malafede”, portato avanti con il solo scopo di boicottare il gruppo vicino a Ravizzola, definito come una persona poco incline alle gestioni opache e sempre pronta a rispondere con chiarezza.
«Abbiamo cercato di lavorare e proporre idee per il bene della comunità – dice Capuzzo Lamperti – ma ci siamo sentiti rispondere che il programma era già realizzato e che i cittadini avevano ricevuto più di quanto promesso nel 2020».
Ironia su manifesti e progetti
Nella nota non mancano riferimenti ironici ad alcune delle iniziative portate avanti dall’amministrazione comunale: dai manifesti con le spunte, al gazebo sull’illuminazione pubblica, fino alla “ciliegina sulla torta” del tunnel sotto la Colla.
«Ignorati dal commissario, oggi facciamo un passo indietro»
Capuzzo Lamperti denuncia inoltre il silenzio del nuovo commissario cittadino: «Le problematiche sono state segnalate da mesi, ma sono state ignorate, forse per solidarietà tra sindaci (Pettazzi è primo cittadino di Fubine)». E aggiunge: «Se l’astensione fosse stata così ingiusta, avrebbe potuto sbatterci fuori 4 mesi fa».
Rivendica invece la scelta di lasciare, come già fatto da altri militanti: «Con onestà e coerenza abbiamo fatto un passo indietro. Non ne potevamo più della difesa della “poltrona”».
«Rapporti umani distrutti da arroganza e incompetenza»
Chiude con un attacco personale alla leadership politica locale: «Nella vita, prima della politica e degli ordini di partito, ci sono i rapporti umani. Rapporti diventati inconciliabili con l’arroganza, la presunzione e l’incompetenza che si è raggiunta».