Marzo Donna 2025: un mese di eventi per celebrare le donne
Comune, Consulta Pari opportunità e tante associazioni in campo con un ricco calendario di eventi dedicati al lavoro femminile, all’educazione finanziaria e alle conquiste in ambito culturale, sociale e professionale
ALESSANDRIA – Marzo è il mese dedicato alla celebrazione delle donne e della parità di genere. Ogni anno, l’8 marzo, Giornata Internazionale della Donna, rappresenta un momento di riflessione sulle conquiste ottenute e sulle sfide ancora da affrontare per raggiungere una reale equità tra i generi.
Anche per il 2025, così, Palazzo Rosso, in collaborazione con la Consulta Pari opportunità, propone una rassegna ricca di eventi e iniziative. Ovviamente, con il coinvolgimento di numerose associazioni culturali e di genere attive sul territorio.
Dal 1° marzo al 19 aprile, la figura della donna sarà al centro dell’attenzione attraverso diverse forme artistiche e culturali,. Offrendo di conseguenza una visione trasversale della sua importanza nella società di ieri e di oggi.
Anche per questo l’assessore alle Pari opportunità, Roberta Cazzulo, sottolinea l’importanza della rassegna. «Marzo Donna – spiega – è un’opportunità per ricordare le conquiste sociali e politiche ottenute. Per rafforzare la lotta contro discriminazioni e violenze. Per riflettere sui passi ancora da compiere. Il lavoro femminile e l’educazione finanziaria saranno le due tematiche principali che porteremo avanti anche oltre marzo».
MARZO DONNA 2025: IL PROGRAMMA COMPLETO
Donne, lavoro ed educazione finanziaria: i temi chiave di Marzo Donna 2025
- Educazione finanziaria: la capacità di gestire in modo consapevole e responsabile le risorse economiche è fondamentale per l’indipendenza femminile. Pianificare il budget, risparmiare e investire sono competenze essenziali per abbattere stereotipi e superare le barriere storiche e culturali che hanno spesso escluso le donne dalla gestione delle risorse economiche.
- Occupazione femminile: il divario di genere nel lavoro resta una questione critica. Il tasso di occupazione femminile in Italia è fermo al 52,5%, rispetto al 70,4% degli uomini. Le assunzioni femminili rappresentano solo il 42,3% del totale, con un gap retributivo superiore al 20%. Solo il 21,3% dei dirigenti è donna e tra i quadri la percentuale si ferma al 32,4%.
- Conciliazione tra vita privata e lavoro: le donne continuano a farsi carico della maggior parte del lavoro di cura. Le giornate di congedo parentale utilizzate dalle donne sono state 14,4 milioni, contro appena 2,1 milioni degli uomini, e la carenza di servizi per l’infanzia rimane un ostacolo per molte lavoratrici.
Un impegno che va oltre l’8 Marzo e il 25 novembre
La presidente della Consulta, Enza Palermo, ha evidenziato la necessità di “rendere la Consulta una realtà attiva tutto l’anno. Non dobbiamo essere presenti solo per Marzo Donna e il 25 novembre. Ma lavorare costantemente per un cambiamento strutturale. Stiamo cercando collaborazioni con enti territoriali per affrontare le problematiche lavorative femminili anche a livello locale».
E ricorda che “il divario di genere non riguarda solo il settore privato, ma anche la pubblica amministrazione. Sebbene le retribuzioni siano paritarie, le donne ricoprono meno incarichi dirigenziali rispetto agli uomini”.