Lo Presti (NurSind): “Infermieri stranieri solo una misura tampone”
Il sindacato chiede alla Regione azioni concrete per attrarre e trattenere il personale infermieristico
ALESSANDRIA – “L’arrivo di infermieri stranieri nelle strutture sanitarie non è la soluzione definitiva. Ma solo una misura tampone per far fronte alla grave carenza di personale”. È quanto afferma Salvatore Lo Presti, segretario provinciale di NurSind, il sindacato delle professioni infermieristiche. Che sottolinea “la necessità di politiche attrattive per i giovani e forme di welfare per trattenere gli infermieri già in servizio”.
Secondo NurSind, “il reclutamento di infermieri provenienti dall’estero può rispondere solo in parte all’emergenza di personale“. Per questo, il sindacato ribadisce “l’importanza del ruolo degli Ordini professionali, chiamati a verificare e vigilare sui requisiti richiesti per l’esercizio della professione. Gli infermieri stranieri non sono la soluzione, ma una misura temporanea. Gli ordini professionali dovranno garantire che chi arriva abbia i requisiti necessari per operare nelle nostre strutture”, afferma Lo Presti.
Nursind: “Incentivi per attrarre e trattenere il personale”
Accanto al reclutamento di personale dall’estero, NurSind chiede interventi strutturali per incentivare i giovani a intraprendere la carriera infermieristica. Tra le proposte avanzate dal sindacato ci sono:
- Borse di studio e incentivi economici per gli studenti di Scienze Infermieristiche.
- Migliori condizioni di lavoro per evitare la fuga degli infermieri all’estero o verso il settore privato.
- Forme di welfare aziendale per garantire maggiore stabilità e benessere ai professionisti già in servizio.
“Abbiamo più volte chiesto alla Regione di avviare un percorso concreto per rendere più attrattiva la professione infermieristica e migliorare le condizioni di chi è già in servizio”, prosegue Lo Presti.
Un focus regionale sulla crisi infermieristica
Per affrontare la questione in modo strutturale, NurSind propone l’istituzione di un focus regionale sulla crisi infermieristica. Capace di coinvolgere istituzioni, sindacati e ordini professionali per elaborare strategie di lungo termine.
“Sappiamo che la carenza di infermieri è un problema nazionale, ma la Regione può e deve fare di più. Serve un impegno concreto per affrontare il problema alla radice”, conclude Lo Presti.