Aviaria, primo focolaio in Piemonte: allerta negli allevamenti avicoli
Confagricoltura chiede misure di contenimento e ristori per le aziende colpite dal virus
TORINO – Massima allerta in Piemonte dopo la conferma di un focolaio di influenza aviaria in un allevamento di Chivasso, nella provincia di Torino. La notizia ha immediatamente fatto scattare le procedure di sicurezza per contenere la diffusione del virus. Con possibili restrizioni che potrebbero penalizzare l’intero settore avicolo regionale.
Secondo Oreste Massimino, presidente della sezione allevamenti avicoli di Confagricoltura Piemonte, la situazione potrebbe avere un impatto significativo su tutta la filiera. «Non neghiamo che questo caso possa destare preoccupazione per il comparto avicolo. Ma siamo consapevoli che gli allevamenti si sono da subito adeguati alle misure di prevenzione per evitare il diffondersi del virus».
L’origine del focolaio rimane ancora incerta, soprattutto considerando che Chivasso è lontana dalle zone in cui il virus ha proliferato in passato. «Attendiamo di conoscere il sierotipo dell’influenza aviaria individuata – prosegue Massimino -. Ma continueremo a tutelare le aziende agricole affinché possano preservare la loro attività».
Di fronte alla situazione emergente, Confagricoltura Piemonte ha già interpellato le istituzioni. E sollecitato la predisposizione di un piano di intervento con procedure chiare per il territorio. Inoltre, l’associazione auspica che vengano attivate misure di ristoro per le aziende che subiranno un impatto economico significativo a causa delle restrizioni.
Aviaria, il comparto avicolo in Piemonte: numeri e rischi
Secondo i dati dell’Anagrafe zootecnica nazionale (giugno 2024), il settore avicolo piemontese conta:
- 696 allevamenti con oltre 9,8 milioni di capi tra galline, anatre, faraone, polli da carne e tacchini;
- 298 aziende specializzate in galline ovaiole, con un patrimonio di 2,5 milioni di capi;
- 50 milioni di polli da carne allevati nella regione;
- 60% della produzione e 50% degli allevamenti concentrati in provincia di Cuneo;
- Fatturato all’origine di oltre 90 milioni di euro e più di 1.000 addetti impiegati nel comparto.
Il Piemonte rappresenta inoltre il 6% della produzione nazionale di uova. Settore che rischia ora di subire gravi ripercussioni a causa del focolaio individuato.