Economia
L'allarme
L'organizzazione agricola chiede alla Regione di attivare ulteriori misure straordinarie. A rischio raccolti, allevamenti in alpeggio e produzioni di qualità. Sollecitati anche interventi strutturali sulla rete idrica
7 Agosto 2026
ore
15:51
TORINO - La siccità in Piemonte continua ad aggravarsi e Coldiretti Piemonte chiede un deciso cambio di passo per sostenere le imprese agricole. L'organizzazione ha inviato una lettera al presidente della Regione Alberto Cirio e agli assessori Paolo Bongioanni e Marco Gallo . Sollecitando l'attivazione di tutte le misure straordinarie possibili per fronteggiare un'emergenza che rischia di compromettere gravemente il comparto primario. Secondo Coldiretti, in tutta la regione la disponibilità d'acqua è ormai insufficiente. La portata dei fiumi e il livello delle falde risultano nettamente inferiori ai valori stagionali, mentre il perdurare delle alte temperature sta mettendo sotto pressione le coltivazioni. Gli imprenditori agricoli sono costretti a effettuare turnazioni irrigue sempre più rigide. E, in molti casi, a scegliere quali campi continuare ad irrigare e quali sacrificare, con inevitabili ripercussioni sia sulla quantità sia sulla qualità delle produzioni. La richiesta: stato di calamità naturale Pur giudicando positivamente la dichiarazione dello stato di emergenza da parte della Regione Piemonte, Coldiretti ritiene che la situazione richieda ulteriori interventi. «La situazione è talmente critica che necessita ogni ulteriore iniziativa per sostenere le nostre imprese», affermano Cristina Brizzolari , presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa , delegato confederale. L'organizzazione chiede quindi il riconoscimento ministeriale dello stato di calamità naturale . Così da consentire una gestione straordinaria dell'emergenza e l'attivazione delle procedure legate alle cause di forza maggiore. Oltre alla rapida ricognizione dei danni subiti dalle aziende agricole. Tra le principali preoccupazioni figura anche la situazione delle aziende zootecniche che operano negli alpeggi. Il rischio di una demonticazione anticipata degli animali, dovuta alla scarsità d'acqua e di pascoli, potrebbe mettere in difficoltà numerose imprese montane. Per questo Coldiretti chiede che siano garantiti i sostegni previsti dalla Politica agricola comune e le indennità destinate alle aree svantaggiate. Investire sulla rete idrica Accanto agli interventi immediati, Coldiretti ribadisce la necessità di una strategia di lungo periodo. L'associazione sottolinea infatti l'urgenza di ammodernare la rete idrica , ridurre le dispersioni e aumentare la capacità di accumulo dell'acqua, per evitare che il settore agricolo si trovi ogni anno ad affrontare nuove emergenze legate alla siccità.