Cronaca
Il blitz dei Carabinieri
Una 49enne, sotto falso nome, organizzava cene a domicilio contattando le vittime online: le stordiva con psicofarmaci nascosti nei piatti e poi le derubava. Arrestata con il complice dopo l’ultimo colpo a Venaria. In casa trovata una lista di possibili obiettivi
16 Aprile 2026
ore
08:44
TORINO - Una cena stellata della “chef Francesca ”, promessa come un’esperienza culinaria esclusiva, che in realtà si trasformava in un raggiro ben orchestrato. È questo il quadro ricostruito dagli investigatori nei confronti di una donna di 49 anni, conosciuta online come una chef, dietro cui si celava Ester Giglio, arrestata insieme a un complice di 63 anni dai Carabinieri di Torino. Il blitz in una abitazione dell'Alessandrino. Secondo le indagini, la donna contattava le vittime tramite siti di incontri, proponendo serate gastronomiche direttamente a domicilio. Una volta ottenuta la fiducia dell’ospite, si presentava da sola, cucinava piatti raffinati e, durante la cena, somministrava di nascosto sostanze sedative. A quel punto, approfittando dello stato di incoscienza o forte confusione della vittima, si appropriava di denaro, carte di credito e oggetti di valore. "Chef Francesca": il colpo a Venaria L’ultimo episodio risale a pochi giorni fa a Venaria, dove un uomo di 68 anni aveva accettato l’invito della sedicente chef, incuriosito dalla proposta di una cena a base di spaghetti allo scoglio. L’allarme è scattato quando il figlio, non riuscendo a contattarlo, si è recato a casa trovandolo stordito a letto e l’abitazione messa a soqquadro. I carabinieri, intervenuti sul posto, hanno subito ipotizzato un’intossicazione. Gli accertamenti hanno confermato i sospetti: nella pasta avanzata sono state trovate benzodiazepine , le stesse rilevate nel sangue dell’uomo. Ripresosi, il pensionato ha denunciato la scomparsa di contanti, carte e oggetti personali, tra cui un orologio, per un valore complessivo di circa 10mila euro . Le telecamere di sorveglianza hanno fornito elementi decisivi: la donna è stata ripresa mentre lasciava l’abitazione e successivamente mentre utilizzava le carte rubate. Ulteriori indizi sono emersi anche riguardo alla sua presunta disabilità: nonostante una richiesta di riconoscimento di invalidità permanente, nei filmati appare mentre si muove agilmente. Il blitz nella loro abitazione ha portato al ritrovamento di denaro contante, farmaci psicotropi acquistati dal complice, oggetti appartenenti alla vittima e diversi telefoni intestati a prestanome. Gli investigatori hanno inoltre sequestrato un’agenda contenente una lista di possibili futuri obiettivi, elemento che rafforza l’ipotesi di un’attività pianificata e seriale. Ora l’attenzione degli inquirenti è rivolta a capire quante persone siano state raggirate con lo stesso metodo. Il provvedimento eseguito su ordine del gip della procura di Ivrea