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Costretto ad abbandonare la corsa per un'artrosi al piede, ha percorso 120km seguendo il tracciato della ciclovia Vento. «Mai arrendersi: ogni giorno la sfida più importante è quella con noi stessi»
27 Giugno 2026
ore
07:01
VALENZA - Un problema fisico può segnare la fine di una passione, ma anche l'inizio di una nuova avventura. Lo sa bene Riccardo Bossio , 46 anni, elettricista di Valenza , che dopo oltre dodici anni dedicati alla corsa amatoriale ha dovuto fare i conti con una diagnosi di artrosi al piede . Una condizione che lo costringerà progressivamente ad abbandonare la corsa, ma che non gli ha tolto la voglia di mettersi alla prova. Con una sfida impegnativa. Così ha rispolverato la sua mountain bike e, quasi per caso, guardando il documentario " Vento - L'Italia in Bicicletta lungo il fiume Po" , ha scoperto il progetto della grande ciclovia che collegherà Torino a Venezia, attraversando anche Valenza. Da quella visione è nata l'idea di percorrerne un tratto. E di filmare il tutto (il video è in questa pagina). Il viaggio tra il Po, le risaie e la natura Grazie a un giorno di ferie concesso dal datore di lavoro, Riccardo è partito in treno per Torino Porta Nuova e ha iniziato il suo viaggio dal Parco del Valentino , seguendo il più possibile il corso del Po attraverso tracce cicloturistiche. Superga che si allontana all'orizzonte, una sosta per la seconda colazione a Chivasso, il pranzo immerso nella natura e poi chilometri tra sterrati, campi e risaie, affrontando il caldo con l'aiuto delle fontanelle individuate tramite un'app. Non è mancato neppure un imprevisto: una foratura dopo Trino Vercellese, risolta sostituendo la camera d'aria sotto il sole. L'ultimo tratto, da Casale Monferrato a Valenza, era quello che conosceva meglio. Ma percorrerlo con occhi nuovi gli ha fatto comprendere ancora di più il valore che la futura ciclovia Vento potrà avere per il territorio, favorendo un turismo lento e sostenibile. La sfida di Riccardo: «Non si molla» Dopo circa 120 chilometri , partendo alle 8.45 da Torino e arrivando a Valenza intorno alle 18 , Riccardo ha trovato la conferma che cercava. «Non si molla mai», racconta. «Gli ultimi anni ci hanno insegnato che nulla può essere dato per scontato. Tornare a percorrere una distanza così importante in uno sport che avevo quasi dimenticato mi ha fatto sentire ancora capace di affrontare nuove sfide». Ora guarda già avanti. Radioamatore autorizzato, sogna di unire le escursioni in bicicletta alla sua passione per le comunicazioni radio, portando nello zaino antenne, cavi e ricetrasmittente. Un modo diverso per continuare a esplorare il territorio, con lo stesso spirito che cerca di trasmettere anche alla figlia Ludovica: «La sfida più importante è sempre quella con noi stessi» .