Società
La notizia della buonanotte
Un design ispirato al fuoco e una piccola polemica: la torcia olimpica del 2006 fu al centro dell’attenzione mediatica
26 Gennaio 2026
ore
23:00
ALESSANDRIA - Tra i tanti simboli iconici delle Olimpiadi Torino 2006 , la torcia olimpica è senza dubbio uno degli oggetti più discussi e affascinanti di quell’edizione. In pochi sanno che il suo design suscitò, all’epoca, tanto stupore quanto critiche, diventando un vero e proprio caso mediatico . Un design fuori dagli schemi Ideata dall’architetto Pininfarina , la torcia delle Olimpiadi Torino 2006 rompeva con la tradizione: alta 77 centimetri e dal peso di 1,9 kg, presentava una linea curva e affusolata, con una fiamma “rovesciata” che ricordava il movimento della neve al vento. Il colore blu metallizzato e l’impugnatura ergonomica la rendevano immediatamente riconoscibile, ma anche difficile da portare: diversi tedofori lamentarono il peso e la difficoltà nel tenerla in equilibrio. Una fiamma tra le polemiche L’aspetto più singolare della torcia fu proprio la posizione della fiamma , che pareva uscire dal basso verso l’alto, in netto contrasto con il corpo curvo. Alcuni critici la definirono "una banana fiammeggiante", mentre altri la considerarono un capolavoro di design innovativo . Ciononostante, riuscì perfettamente nel suo intento: attrarre l’attenzione e trasmettere un’idea di modernità e movimento , in linea con lo spirito delle Olimpiadi invernali. Una torcia da record Nonostante le polemiche, la torcia compì un viaggio epico: 11.300 km in 64 giorni , toccando tutte le regioni italiane prima di arrivare allo Stadio Olimpico di Torino il 10 febbraio 2006. Un percorso che contribuì a rafforzare l’identità nazionale attorno alle Olimpiadi Torino 2006 , trasformando un semplice oggetto in un simbolo duraturo.