Cronaca, Società
L'analisi
Una donna di 33 anni aggredita su un autobus, a colpi di cinghia, da due ragazzi. E la città fa notizia
11 Aprile 2026
ore
11:33
ALESSANDRIA - La vicenda è avvenuta all’interno di un bus di Amag Mobilità . Ad assistere alla scena, oltre agli utenti della linea, anche i figli in età scolare della vittima. Nessuno è intervenuto per arginare la violenza. Il video che immortala l’accaduto prima è stato divulgato online, poi trasmesso da varie reti televisive. Chi lo ha visto non può dimenticare il rumore delle cinghiate inflitte alla donna, nemmeno le sue urla. La smania di documentare Il fatto emblematico, che accomuna questa vicenda a moltissime altre, è che le persone che assistono a un’aggressione, invece che soccorrere o tentare di fermare i responsabili, prendono il cellulare e filmano . Questo comportamento è preoccupante perché ormai è diventato un automatismo, come se la cosa più importante fosse immortalare la scena. E i video, la maggior parte delle volte, vengono pubblicati online, quasi come se l’autore volesse dire: “Io c’ero!”. L’era dei social network prevede anche questo. Il cellulare diventa una parte fondamentale della nostra vita quotidiana . E troppo spesso, in tristi occasioni di questo tipo, la prima cosa che facciamo è filmare o scattare fotografie. E se fossimo stati noi al posto di quella donna? Dovremmo, invece, immedesimarci nei panni degli altri, comprendere realmente cosa sia meglio fare. E, nel caso dell’aggressione sul bus, invece che documentare col cellulare, sarebbe stato meglio contattare immediatamente i soccorsi e impedire la violenza allontanando gli aggressori. Vicenda che insegna Negli ultimi anni si è sentito parlare spesso di baby gang e dell’utilizzo di coltelli da parte dei giovani. Questo potrebbe indurre a non intervenire, per paura. Per la legge, però, assistere e non aiutare le persone coinvolte è omissione di soccorso : “Chi, trovando un corpo umano che sia o sembri inanimato, ovvero una persona ferita o altrimenti in pericolo – dice la norma - omette di prestare l'assistenza occorrente o di darne immediato avviso all'Autorità, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a duemilacinquecento euro.” La vicenda in questione ci dovrebbe insegnare molto. Ad Alessandria, come ovunque, i cittadini hanno bisogno di contare sulla solidarietà di una comunità che non si gira dall’altra parte quando c’è bisogno di aiuto. O che, peggio ancora, indugia sulle vittime, filmandole.