Politica
La speranza
La questione sul futuro dei territori marginali
26 Gennaio 2026
ore
06:58
ALESSANDRIA - Mai come oggi il condizionale è d'obbligo ma la bozza circolata in queste ore con i nuovi criteri per la classificazione dei comuni montani sarebbe una svolta per la Provincia di Alessandria. Con la configurazione indicati dagli atti prodotti finora gli enti con questa qualifica passerebbero da 49 a 15. Ne uscirebbe falcidiata la parte appenninica che ha il suo centro in particolare tra l'Ovadese e l'Acquese. Il documento che a breve potrebbe essere oggetto di valutazione da parte della Conferenza Stato - Regioni ridimensionerebbe di molto la portata del provvedimento. Si abbasserebbe infatti la quota richiesta, dai 600 metri indicati finora per la superficie media a 350 (in qualche caso addirittura 200). Secondo i calcoli effettuati molti sarebbero i comuni che manterrebbero lo status in bilico negli ultimi mesi. "Sarebbe necessario - chiarisce Roberto Gallo, sindaco di Cassinelle che nell'ipotesi peggiore perderebbe lo status di comune montano di primo livello - maggiore chiarezza. Nell'ipotesi in cui della nostre parti si salvasse solo Ponzone cosa potrebbe fare un unico comune. In questi ultimi anni abbiamo vissuto tanti momenti in cui le regole sono state messe in discussione. Adesso sarebbe il caso di chiudere con questo sistema e permetterci di programmare". "Il mio comune - rincara la dose Domenico Merlo, primo cittadino a Bosio - ha un territorio molto vasto. Il concentrico non è montano ma abbiamo situazioni diverse. Dobbiamo sostenere queste realtà territoriali già ora oggetto di un calo della popolazione che appare irreversibile". Sopravvivenza in bilico I fondi rivolti ai comuni montani servono ad assicurare servizi essenziali. Un esempio: i plessi scolastici. Cosa succederebbe a Mornese e Cassinelle senza un ravvedimento? "Ho partecipato a più incontri sul tema nella nostra Provincia - attacca Andrea Barisone, sindaco di Molare sulla stessa barca del collega Gallo - Sembra che il problema sia togliere a Roma lo status di comune montano. Ma per Roma dobbiamo andarci di mezzo noi. Nel 2026 mi attenderei una maggiore flessibilità nella gestione di queste politiche". Sul tema l'Ovadese è pronto a mobilitarsi. L'ordine del giorno presentato dai consiglieri di minoranza Sabrina Caneva e Roberto Scifò è stato calendarizzato per giovedì prossimo. La sera successiva sarà votato dal Consiglio Comunale di Ovada. "Su questo argomento - ha chiarito il primo cittadino, Gianfranco Comaschi - il centro zona c'è". "Ci si basa - conclude Gallo - su criteri meramente tecnici e matematici. Ma ogni zona ha le sue caratteristiche. Non si può pensare di mettere tutto in un unico calderone".