Cultura & Spettacoli
Protagonista
Simone Corda, classe 2001, racconta il suo percorso nel rap, le influenze musicali e le esperienze che lo hanno portato al contest dell’8 settembre
4 Settembre 2026
ore
10:04
ALESSANDRIA - «Sono Simone Corda, in arte Mosi, anagramma inverso di Simo». Si presenta così uno dei giovani cantanti che parteciperanno al Monferrato Music Contest l’8 settembre al Country sport village di Mirabello Monferrato, nell'ambito della rassegna Monferr'Autore. «Sono del 2001, sono nato ad Alessandria e, per descrivere il mio percorso artistico, direi che sono arrivato al rap principalmente grazie al freestyle». Il legame di Simone con la musica, però, nasce molto prima. «Già quando ero piccolo, tra la fine della scuola materna e l’inizio delle elementari, mi divertivo mettendo in rima le parole. Lo facevo semplicemente per assonanza, anche quando non avevano necessariamente un senso logico: mi piacevano i suoni e trovare parole che stessero bene insieme». Poi, intorno ai 13 anni, la scoperta delle prime battle di freestyle su YouTube. «Ho iniziato a guardarle e a provare a farle anch’io, prima con i miei amici, poi con persone estranee. Da lì sono arrivato anche a scrivere i primi brani e pubblico attivamente sulle piattaforme digitali dal 2018 ». La musica come necessità Per il giovane cantante l’arte rappresenta una parte fondamentale della propria vita. «Sono una persona che necessita della propria musica per stare bene: scrivo per sfogo, per necessità e, probabilmente, anche se non pubblicassi le mie canzoni, continuerei comunque a scriverle. Le rime, le barre, le canzoni sono una parte di me che, anche se non esternassi, continuerebbero comunque a esistere». L’artista che ha influenzato maggiormente il suo stile è Fabri Fibra . «Sono cresciuto con il buon Fabrizio ed è probabilmente l’artista dal quale ho preso maggiore ispirazione, anche perché è uno di quelli che ho ascoltato di più. In generale mi piace molto il rap del Duemila, rappresentato da artisti come Marracash, i Club Dogo, Guè, Jake La Furia e Salmo». Influenzato dalla quotidianità Allo stesso tempo, Mosi guarda anche alla nuova scena, nella quale apprezza in particolare Sayf e Kid Yugi . Per quanto riguarda le esperienze che hanno influenzato il suo stile, il rapper guarda soprattutto alla quotidianità. «Nelle mie canzoni parlo di problemi tangibili e reali, di cose che può vivere un ragazzo della mia età in un contesto provinciale come quello di Alessandria. Mi influenza tutto quello che vedo e tutto quello che vivo, da una serata passata con gli amici a una giornata di lavoro». Allo stesso modo nasce l’ispirazione: «Arriva da ciò che accade, dai momenti, dalle sensazioni, dalle vibes. Quello che mi influenza di più, in definitiva, è proprio vivere ». Mosi, mettersi a nudo attraverso le canzoni Tramite la sua musica, Mosi spera soprattutto di trasmettere “trasparenza” al pubblico. «Quando scrivo, cerco di mettermi a nudo. La stessa cosa succede quando salgo su un palco. Quindi spero che questo arrivi a chi ascolta, con la fiducia e la speranza che qualcuno possa rivedersi in quello che dico e che conosca, anche solo un po’, la persona che c’è dietro alle canzoni». A...