Cronaca
Il caso
L’aggressione a fine marzo. La sessantenne, ferita alla gola, alle mani e alla testa, si salvò lanciandosi da una finestra. Gli esperti dovranno ora stabilire la potenziale letalità dei colpi inferti dalla trentenne arrestata dai Carabinieri
20 Maggio 2026
ore
10:45
CARENTINO - Accoltella la madre: arrestata una donna di 30 anni. Si torna a parlare del drammatico episodio avvenuto lo scorso 26 marzo, quindi due mesi fa, dove una donna di 30 anni era stata arrestata dai Carabinieri con l’accusa di avere tentato di uccidere la madre al culmine di una violenta aggressione all’interno dell’abitazione di famiglia. Ma la notizia è stata resa nota solo questa mattina attraverso una nota ufficiale dell'Arma. La Procura di Alessandria aveva avviato le indagini: è già stata disposta una consulenza tecnica per appurare se i fendenti fossero potenzialmente mortali. Nelle prossime settimane il consulente del Pm dovrebbe depositare il risultato dell'accertamento. Di pari passo bisognerà accertare la capacità di intendere e di volere della 30enne, la capacità di stare in giudizio e la pericolosità sociale. Nelle prossime settimane potrebbe essere fissata la data dell'incidente probatorio. I primi soccorsi L’allarme era scattato quando una vicina di casa aveva contattato il 112 dopo avere soccorso la vittima, una donna di oltre sessant’anni. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, per sfuggire alla furia della figlia la donna - dopo essere stata rinchiusa in una camera - si sarebbe lanciata da una finestra dell'abitazione in cui viveva il nucleo familiare. All’arrivo dei Carabinieri, la sessantenne era stata trovata nel giardino dell’abitazione in gravissime condizioni. Oltre ai traumi riportati nella caduta, presentava numerose ferite da arma da taglio alla gola, alle mani e alla testa. Trasportata in codice rosso all’ospedale di Alessandria, la donna era stata ricoverata (inizialmente) in pericolo di vita. La perquisizione Durante la perquisizione dell’abitazione, i militari avevano rintracciato la trentenne nella propria camera da letto. La donna - che avrebbe problemi legati alla sfera psichiatrica - aveva ancora tracce di sangue sugli indumenti e sul volto ed era stata arrestata in flagranza di reato. Considerate le condizioni psicofisiche dell’indagata, il Tribunale di Alessandria aveva disposto gli arresti domiciliari presso il reparto di Psichiatria dell’ospedale alessandrino.