Cronaca
Le indagini
A quattro anni dall'incidente in cui morirono quattro ragazzi, un nuovo grave atto contro l'abitazione di Marouan Naimi. Le indagini dovranno chiarire se si tratti di un nuovo atto intimidatorio, e se collegato a quei fatti
22 Luglio 2026
ore
15:42
ALESSANDRIA - A quattro anni dal tragico incidente stradale al passaggio a livello di Cantalupo in cui persero la vita quattro giovani, un nuovo episodio riaccende tensioni e interrogativi. Due giorni fa è stato lanciato un ordigno rudimentale sul balcone dell'abitazione del giovane che era alla guida dell'auto coinvolta nella tragedia. L'esplosione ha provocato danni alle tapparelle e agli oggetti presenti sul balcone. Le indagini Sull'accaduto sono in corso le indagini delle forze dell'ordine. Sul posto sono intervenuti anche gli specialisti della Scientifica. Che hanno effettuato i rilievi per ricostruire l'esatta dinamica dell'episodio e raccogliere ogni elemento utile all'identificazione dei responsabili. L'episodio assume un significato ancora più inquietante alla luce di quanto accaduto dopo l'incidente. Qualcuno incendiò l'autovettura del fratello del conducente. Un gesto interpretato fin da subito come una possibile intimidazione. Tuttavia, gli inquirenti (Carabinieri e Procura) non hanno mai reso noto l'esito delle indagini su quell'episodio, rimasto avvolto nel riserbo. Ora questo nuovo attentato - sempre avvolto dal riserbo - sembra alzare ulteriormente il livello dello scontro. Resta da chiarire se si tratti di un avvertimento o se, invece, l'obiettivo fosse quello di colpire direttamente il conducente o addirittura la sua famiglia. Sono interrogativi ai quali dovranno rispondere gli investigatori. Il conducente ( Marouan Naimi ), dopo il processo per il tragico incidente, aveva definito la propria posizione giudiziaria attraverso un patteggiamento con una pena da scontare agli arresti domiciliari. Un epilogo processuale che aveva suscitato reazioni e polemiche, ma che appartiene a un percorso giudiziario penale ormai concluso. Il lancio dell'ordigno Il lancio dell'ordigno rappresenta però un fatto di estrema gravità, che rischia di aprire un nuovo e pericoloso fronte. Al di là delle eventuali motivazioni, si tratta di un gesto che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi. Soprattutto se nell'abitazione fossero stati presenti familiari o altre persone. Saranno ora le indagini a stabilire chi abbia agito e con quale intento, verificando se esista un collegamento con i precedenti episodi intimidatori o con la tragedia di quattro anni fa. La storia del processo Si era chiuso (nel marzo 2024) con un patteggiamento la fase penale della strage di Cantalupo. Marouan Naimi, 23 anni, difeso dall’avvocato Stefania Sandri (del foro di Alessandria) aveva concordato 4 anni di detenzione domiciliare, con revoca della patente di guida. Il giovane era alla guida della Peugeot 807 che nel dicembre 2022 si schiantò contro il passaggio a livello: nell’incidente morirono 4 giovani alessandrini. L’udienza preliminare davanti al Gup di Alessandria, si era conclusa con tensione dentro e fuori dall’aula alla lettura della sentenza. Alcuni famigliari avevano contestato duramente la decisione del giudice. Per calmare gli animi erano dovute intervenire...