Cronaca
L'avviso
Entrano in vigore nuove regole per gli interventi del Corpo. Nessun pagamento generalizzato per chi si trova realmente in pericolo: i costi potranno essere addebitati a chi provoca volontariamente o con grave imprudenza l’emergenza oppure richiede aiuto senza una reale necessità
21 Agosto 2026
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07:17
ALESSANDRIA - Quando una persona è in pericolo, ogni minuto può essere decisivo . Ma una richiesta di intervento priva di una reale necessità può sottrarre uomini e mezzi a chi, nello stesso momento, ha davvero bisogno di essere soccorso. È su questo principio che si basano le nuove regole relative agli interventi effettuati dalla Guardia di Finanza . Chi provoca volontariamente o attraverso un comportamento gravemente imprudente una situazione che rende necessario il soccorso potrà essere chiamato a sostenerne i costi. Lo stesso principio riguarda chi richiede l'intervento senza una reale necessità o senza un giustificato motivo . Nessun pagamento generalizzato La novità, precisa la Guardia di Finanza, non introduce un pagamento generalizzato dei soccorsi . Chi si trova in una situazione di pericolo oppure teme concretamente per l'incolumità di un'altra persona deve continuare a chiedere aiuto senza esitazioni. Inoltre, l'eventuale pagamento non sarà automatico e non condizionerà l'intervento. Prima verrà sempre prestato il soccorso . Soltanto al termine delle operazioni saranno ricostruite e valutate le circostanze che hanno determinato la richiesta e l'impiego delle risorse. L'obiettivo è quindi evitare che il timore di dover sostenere una spesa possa frenare una richiesta di aiuto realmente necessaria. Uomini, elicotteri, droni e unità navali La Guardia di Finanza concorre al sistema nazionale di ricerca e soccorso insieme alle altre istituzioni militari e civili. Gli interventi possono avvenire in mare, in montagna, nelle aree difficili da raggiungere e durante calamità o altre emergenze . A seconda delle necessità, il Corpo può mettere in campo personale specializzato, unità cinofile e automezzi, ma anche elicotteri, aerei, droni e unità navali . Operazioni di questo genere possono protrarsi per molte ore e richiedere un impiego rilevante di personale e mezzi. Il richiamo alla responsabilità Una chiamata ingiustificata, dunque, non è priva di conseguenze. Oltre ai costi dell'operazione, può infatti impegnare risorse che potrebbero essere necessarie altrove per affrontare una vera emergenza. Le nuove disposizioni puntano perciò a responsabilizzare chi attiva il sistema di soccorso , senza scoraggiare chi ha realmente bisogno di assistenza. Il principio indicato dalla Guardia di Finanza è chiaro. Chi è in pericolo deve chiedere aiuto. Mentre le richieste effettuate con leggerezza o senza una concreta motivazione potranno comportare l'addebito dei costi sostenuti per l'intervento.