Cronaca
Alessandria
L'eurodeputata (Avs) Cristina Guarda vicina ai comitati: "La salute dei cittadini e il futuro del territorio di Spinetta Marengo non possono essere l'oggetto di una transazione economica al ribasso"
3 Giugno 2026
ore
07:28
ALESSANDRIA - Questa mattina, mercoledì 3 giugno, riprende l’udienza preliminare che dovrà valutare le contestazioni della Procura alessandrina nei confronti di due ex dirigenti Solvay di Spinetta Marengo. Sono accusati di disastro ambientale colposo. Davanti a palazzo di giustizia, a partire dalle 9.30, sarà presente il presidio del movimento contro l’inquinamento anche da Pfas - “Ce l’ho nel sangue”. Le parti si confronteranno davanti al Gup, Arianna Ciavattini . La pubblica accusa è rappresentata dal pubblico ministero Enrico Arnaldi di Balme . Caso delicato Si tratta di un fascicolo spinoso. Le udienze, in due anni, hanno subito diversi rinvii per permettere una trattativa tra l’azienda e le parti civili, molte delle quali hanno accettato e chiuso la loro posizione. Nel processo sono ancora parti civili il Wwf (con l’avvocato Vittorio Spallasso), Legambiente nazionale (con l’avvocato Cristina Carola Giordano), e il circolo di Legambiente Ovada . Oltre a diversi cittadini. L'intervento dell'onorevole Cristina Guarda "La salute dei cittadini e il futuro del territorio di Spinetta Marengo non possono essere l'oggetto di una transazione economica al ribasso. Mercoledì 3 giugno, davanti al Tribunale di Alessandria, sarò, anche se da lontano, al fianco dei comitati e dei cittadini che resistono per chiedere giustizia e verità... ". Lo dichiara in una nota l'eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra Cristina Guarda , intervenendo in merito all'udienza preliminare a carico degli ex direttori del polo chimico, ora gestito da Syensqo (ex Solvay), e al presidio promosso dalle associazioni locali. Il crollo delle parti civili "Il crollo delle parti civili rimaste in aula, passate da 300 a 22 a causa dei risarcimenti proposti dalla multinazionale , è un segnale allarmante . Ma ciò che desta profonda preoccupazione è il silenzio delle istituzioni . È inaccettabile che il Ministero dell'Ambiente e la Regione Piemonte stiano conducendo trattative riservate per un accordo economico che li porterebbe a sfilarsi dal processo, proprio mentre la Giunta regionale si trincera dietro i 'non so' e non rispetta le scadenze promesse alla cittadinanza ", continua l'eurodeputata. Il contrasto politico "L'assessore Riboldi - continua Guarda - convoca task force e promette monitoraggi che poi, nei fatti, faticano a tradursi in risposte tempestive sul territorio. I cittadini aspettano ancora il completamento del biomonitoraggio a partire dal raggio dei tre chilometri dallo stabilimento". "S osteniamo con forza i comitati nel chiedere lo stop immediato ad accordi stragiudiziali che vanificherebbero il processo. Pretendiamo assoluta trasparenza sulle bonifiche della falda acquifera, il blocco immediato della produzione di composti PFAS (compreso il cC6O4) entro l'anno e un confronto pubblico trasparente sull'iter del rinnovo dell'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA)...", conclude Guarda.