Società
La notizia della buonanotte
Stipendio fino a 2.500 euro, ma niente acqua corrente. Cinque mesi tra ghiacci, pinguini e cartoline da spedire in tutto il mondo
1 Novembre 2026
ore
23:00
ALESSANDRIA - Contare i pinguini, timbrare cartoline dirette in ogni angolo del mondo e ricevere fino a 2.500 euro al mese per vivere in Antartide. Non è la trama di un film, ma una delle offerte di lavoro più insolite in circolazione. A proporla è la UK Antarctic Heritage Trust (UKAHT) , fondazione britannica che gestisce Port Lockroy, una storica base sull'isola di Goudier, nell'arcipelago Palmer. Qui, durante l'estate australe, tra novembre e marzo, una piccola squadra si occupa di accogliere i turisti, gestire il negozio di souvenir e il celebre Penguin Post Office, considerato l'ufficio postale pubblico più meridionale del mondo. Ogni stagione transitano decine di migliaia di cartoline, mentre il personale contribuisce al monitoraggio della colonia locale di pinguini Papua, raccogliendo dati su nidi, uova e pulcini. Un'attività importante anche per studiare l'impatto del turismo sull'ambiente. Pinguini: guadagni e requisiti La retribuzione varia in base all'incarico e può arrivare a circa 2.500 euro mensili. Vitto, alloggio e abbigliamento tecnico sono forniti dall'organizzazione. Non è indispensabile una laurea scientifica: servono soprattutto spirito di adattamento, capacità di lavorare in gruppo e ottima preparazione fisica. Il lavoro, infatti, comprende anche spalare la neve, trasportare taniche d'acqua da 20 litri, movimentare casse pesanti e preparare gli accessi per gli sbarchi. La doccia? Una volta alla settimana, se va bene Il vero prezzo dell'avventura è nelle condizioni di vita. A Port Lockroy non c'è acqua corrente e quella potabile arriva dalle navi in visita. Le docce sono possibili, generalmente, una volta alla settimana, ma il maltempo può allungare l'attesa fino a quindici giorni. L'elettricità dipende dai pannelli solari, gli spazi abitativi sono condivisi e il telefono cellulare non dispone di una normale copertura di rete. Come candidarsi dall'Italia C'è un ostacolo importante per gli aspiranti italiani: non basta avere più di 18 anni e superare le selezioni. La fondazione richiede di risiedere nel Regno Unito entro l'avvio della procedura e di possedere già il diritto legale di lavorarvi. Non sono previsti visti sponsorizzati dall'organizzazione. Le candidature per la stagione in corso sono chiuse. La prossima finestra di selezione è attesa nella primavera del 2027, attraverso il portale ufficiale della UKAHT. Un'occasione rara, dunque, ma non proprio alla portata di tutti.